E'
nelle acque marine più o meno profonde che si estendeva al posto delle
nostre Alpi attuali, parecchi milioni di anni fa, che sono state lentamente
elaborate, la maggior parte delle rocce oggi visibili in Vanoise,
talvolta a più di 3500 m di altitudine.
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Dune
litorali, questo era il paesaggio originale
delle sentinelle
di silice
che oggi fiancheggiano la Vanoise da nord a sud: Aiguille du Dôme,
Pointe de la Grande Glière, Aiguille Doran…
Curiose cavità
dalle sembianze di crateri lunari costellano il Petit Mont Blanc di
Pralognan o i fianchi della Tovière.
Le Rocce (vacuolari)
che erigono qua e là picchi sorprendenti, tra cui il celebre
monolito di Sardières, rispondono al curioso nome di "cargneule"
(roccia sedimentaria di aspetto cavernoso). |
Le
Monolithe de Sardières
© PNV / Anne-Lise Bard |
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Le rocce calcaree
non mancano di certo in Vanoise, ma il loro colore e la loro trama
superano ogni aspettativa: al Passage des Eaux Noires, blocchi scuri
di questa roccia fiancheggiano i picchi di rocce vacuolari.
Valicando il passo di l'Ane, al contrario, si calpesteranno marmi
puri venati color carminio; ma le più stupefacenti
sono le rocce calcaree vermiformi del Lac Blanc di Polset, in cui
enigmatiche piste di vermi marini hanno attraversato le ere per
giungere fino a noi ed intrigarci.
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Roccia
calcarea
del Lac Blanc di Polset |
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Non lontano da questo sito, presso il Roc de la Pêche,
i rari fossili scoperti ci insegnano che questa formidabile parete
scoscesa di 800 metri di altezza è totalmente invertita!
I suoi affioramenti più recenti sono infatti "seppelliti" alla base,
mentre i più antichi troneggiano sulla cima di Roche Nue.
Più a nostra misura, le innumerevoli
micropieghe che interessano alcune formazioni calcaree, come quelle
della Grande Motte, sono cosi tormentate che testimoniano lo straordinario
scompiglio perpetrato dalla collisione del continente africano con
l'Europa, poco più di 60 milioni di anni fa. La parte occidentale
del massiccio della Vanoise, da Fourneaux fino a Bourg-Saint-Maurice,
passando per Bozel, è interamente fiancheggiata da formazioni
dell'età del Carbone.
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Piramide
di quartzite
(Pointes de la Glière) |
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Gres
e scisti neri compongono spesso la tela
di fondo un po' uniforme delle stazioni da sci come quelle di Trois
Vallées. Qui e là, vene di antracite sono state sfruttate dagli
abitanti della montagna fino a metà del secolo scorso. Il giacimento
di Montagny è uno dei più conosciuti.
Motte Invece, tutta la parte orientale del Massiccio della Vanoise
si trova immerso sotto l'immensa falda dei scisti lucidati che culmina
alla Sassière, alla Sana ed al Grand Roc Noir.
Infinitamente più complessa di quanto queste poche righe possano
lasciare intendere, la geologia della Vanoise consente a tutti coloro
che si concedono il tempo di contemplare ciò che si trova sotto le
loro scarpe, di scoprire in uno stesso massiccio un'infinita varietà
di rocce e di minerali. Sia che questi ultimi possiedano il verde
del serpentino, il giallo dello zolfo, il blu dell'azzurrite o la
luminosità metallica della galena, non dimenticate mai che
il Parco nazionale della Vanoise ha il dovere di trasmettere questa
eredità di parecchi milioni di anni fa alle generazioni future
nella sua totale integrità. |
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